I contributi della Gestalt e del neocomportamentismo

L'Esperimento di Wolfgang Köhler (1917): Sultano lo Scimpanzé

Durante la Prima guerra mondiale, Wolfgang Köhler, un importante esponente della psicologia della Gestalt, condusse una serie di esperimenti nell'isola di Tenerife con alcuni scimpanzé, tra cui Sultano, considerato il più intelligente del gruppo. L'obiettivo era capire come gli animali risolvevano problemi complessi, in particolare come riuscivano (o no) a utilizzare strumenti per raggiungere del cibo posto fuori dalla loro portata.

La Situazione Sperimentale

Sultano era chiuso in una gabbia e il cibo (dei frutti) era posizionato fuori dalla sua portata. Gli sperimentatori gli fornirono due canne di bambù, ma ognuna di esse era troppo corta per raggiungere il cibo. La sfida per Sultano era capire come utilizzare queste canne per avvicinare a sé i frutti.

I Tentativi Iniziali: Errori e Fallimenti

Inizialmente, Sultano provò a raggiungere il cibo con una canna, poi con l'altra, allungandosi il più possibile oltre le sbarre della gabbia, ma senza successo. Provò anche a spingere una canna con l'altra, nel tentativo di allungare la sua portata, ma anche questo tentativo fallì. Sembrava che Sultano stesse procedendo per tentativi ed errori, proprio come previsto dalle teorie comportamentiste di Thorndike, ma senza arrivare a una soluzione.



La Pausa e l'Insight (L'Intuizione)

Dopo una serie di fallimenti, Sultano smise di provare per alcuni minuti. Durante questa pausa, iniziò a manipolare "distrattamente" le due canne di bambù, giocando con esse senza un obiettivo preciso. Improvvisamente, Köhler osservò quello che definì un "errore positivo": Sultano incastrò le due canne di bambù una dentro l'altra, creando così un bastone più lungo. Con questo nuovo strumento, riuscì immediatamente a raggiungere e a tirare verso di sé il cibo.


Comportamento Post-Soluzione: Soddisfazione e Apprendimento

La cosa interessante è che, una volta risolto il problema, Sultano non si limitò a mangiare il cibo, ma continuò a usare il bastone lungo per attirare verso di sé altri oggetti, anche se non commestibili (come sassi o foglie). Questo suggeriva che l'atto di risolvere il problema, l'insight, aveva procurato all'animale una soddisfazione intrinseca, indipendente dal semplice rinforzo del cibo. In termini comportamentisti, potremmo dire che l'apprendimento della risposta corretta (incastrando le canne) era stato un rinforzo di per sé.


Le Conclusioni di Köhler e la Psicologia della Gestalt

Köhler utilizzò questo esperimento per dimostrare che l'apprendimento non avviene solo attraverso una serie casuale di tentativi ed errori (come sosteneva Thorndike), ma può essere il risultato di un processo di pensiero improvviso e creativo, che lui chiamò insight (intuizione o illuminazione). Sultano non aveva semplicemente imparato una risposta meccanica, ma aveva riorganizzato la sua percezione della situazione: le due canne separate erano inutili, ma incastrate diventavano uno strumento efficace.




 Max Wertheimer e l'Apprendimento Intelligente


Max Wertheimer, uno dei principali esponenti della psicologia della Gestalt, pubblicò nel 1945 il saggio Il pensiero produttivo, in cui enfatizzava l'importanza di un apprendimento "intelligente", contrapposto a un apprendimento meccanico o mnemonico. Wertheimer sosteneva che l'educazione tradizionale si concentrava troppo sulla ripetizione e sull'apprendimento di procedure standardizzate, ignorando la capacità della mente umana di pensare in modo creativo e flessibile.


Obiettivi di Wertheimer

- Promuovere un apprendimento non meccanico: incoraggiare gli studenti a comprendere i problemi in modo profondo, anziché limitarsi a memorizzare soluzioni già pronte.

- Flessibilità mentale: insegnare a utilizzare rappresentazioni mentali adattabili, invece di modelli fissi.

- Trasparenza del docente: il docente doveva mostrare tutte le sfaccettature di un argomento, includendo i "trick" e le strategie degli esperti, rendendo l'apprendimento un processo attivo e partecipato.



I Punti Fondamentali della Teoria della Gestalt (Apprendimento)

1. La totalità è diversa dalla somma delle sue parti:

    - La mente umana è un sistema complesso: non si può ridurre l’apprendimento a elementi isolati (come stimolo-risposta).

    - L’apprendimento è una ricerca attiva di soluzioni, non un accumulo meccanico di risposte corrette.


2. Insight (= Intuizione) :

    - L’apprendimento avviene quando c’è una riorganizzazione mentale improvvisa (es. Sultano con le canne di bambù).

    - Cambia la percezione del problema → si vede una nuova funzione negli elementi → soluzione.


3. Insegnamento Efficace:

    - Lo studente va trattato come un individuo capace di risposte complesse se messo nelle condizioni giuste.

    - Compito del docente: presentare la situazione come un problema da risolvere, fornendo informazioni e strategie, non solo risposte già pronte.




Il Neocomportamentismo e Edward Chace Tolman



Tra gli anni Trenta e Cinquanta, il neocomportamentismo emerge negli Stati Uniti come risposta critica al comportamentismo classico (stimolo-risposta-rinforzo). Edward Chace Tolman (1886-1959) fu uno dei principali esponenti. Egli sostenne che il modello S-R (stimolo-risposta) era troppo semplicistico e non spiegava adeguatamente l'apprendimento.


Le Variabili Chiave di Tolman

1. Motivazione

    - Bisogni primari (es. fame) o spinte istintive (es. fuga dal pericolo).

    - Senza motivazione, il soggetto non apprende in modo efficace. Esempio: un topo senza fame non si         impegna a uscire dal labirinto.


2. Cognizione (o Aspetto Cognitivo)

    -  Il soggetto (animale o umano) esplora strategie e riorganizza mentalmente gli stimoli per                         raggiungere un obiettivo.

    - I tentativi non sono solo "errori", ma esperienze che creano una nuova visione del problema.

    


L’Apprendimento Latente: L’Esperimento del Labirinto

Tolman condusse un esperimento con tre gruppi di topi in un labirinto. 

I topi imparano a raggiungere il cibo in un labirinto con 3 percorsi diversi:

  •     Percorso 1 (il più breve):  viene preferito inizialmente.

Dopodiché viene bloccato:

    - I topi usano il percorso 2 in alternativa.

    - Se viene bloccato anche il percorso 2, usano il percorso 3.

 Risultato: I topi non seguono sequenze rigide ma usano una mappa cognitiva (rappresentazione mentale del labirinto) per adattarsi.


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