La normalità e la pazzia
Il concetto di normalità
La normalità psicologica è un concetto complesso e difficile da definire, perché non significa semplicemente assenza di problemi o sofferenza. Tutti, nel corso della vita, provano emozioni come ansia, tristezza o paura: queste reazioni fanno parte dell’esperienza umana e, nella maggior parte dei casi, sono del tutto normali. Inoltre, ciò che viene considerato “normale” varia in base alla cultura, al periodo storico e al contesto sociale e soprattutto dalla persona. Per questo motivo, distinguere tra una reazione normale e un vero disturbo psichico non è sempre immediato. In generale, si parla di disturbo quando la sofferenza è intensa, duratura e interferisce con la vita quotidiana della persona, impedendole di lavorare, avere relazioni o vivere serenamente.Il DSM-5 (= manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) è criticato perché rischia di trasformare reazioni normali (ansia, tristezza, paura) in malattie.
Un disturbo psichico è diverso: è più intenso, duraturo e causa vera sofferenza.
La normalità ≠ assenza di sintomi: anche reazioni a eventi traumatici possono sembrare disturbi ma non lo sono.
Nessuno è sempre “normale”: chiunque può avere difficoltà psicologiche nella vita.
La normalità cambia in base a cultura e periodo storico (es. sciamani vs visione occidentale).
Una persona “normale”:
controlla gli impulsi
ha relazioni affettive
si integra nella società
lavora, fa progetti, prova felicità
La storia della follia
Antichità – teoria degli umori
Ippocrate: la malattia mentale è fisica, non spirituale.
Dipende dallo squilibrio dei 4 umori:
bile nera → malinconico
bile gialla → collerico
flegma → flemmatico
sangue → sanguigno
Medioevo – follia = possessione
Vista come azione di spiriti o demoni.
I malati venivano isolati insieme a criminali e vagabondi.
“Navi dei folli”: allontanamento dalla società.
Le donne accusate di stregoneria venivano perseguitate dall’Inquisizione.
Dal 1500 – nascita della psichiatria
Prime strutture: condizioni dure (catene, gabbie).
Philippe Pinel (fine ‘700):
libera i malati dalle catene
introduce osservazione scientifica
Nasce la psichiatria: la follia diventa malattia da studiare, non peccato.
Emil Kraepelin (1883):
classifica i disturbi (schizofrenia, disturbo bipolare)
1800-1900 – nevrosi, psicosi, cause biologiche
Sigmund Freud:
nevrosi → conflitti interni, realtà conservata
psicosi → perdita di contatto con la realtà
Si scopre che alcuni disturbi hanno cause organiche.
Louis Pasteur:
dimostra origine biologica di alcune malattie (es. rabbia)
Oggi: ruolo di genetica + farmaci nel trattamento.
Antipsichiatria (anni ’60-’70)
Critica alla psichiatria tradizionale:
la società può causare la “follia”
rischio di etichettare le persone
Critiche principali:
terapie violente (lobotomia, elettroshock)
uso politico della diagnosi
manicomi dannosi
classificazioni del DSM
Caso importante: l’omosessualità tolta dal DSM nel 1973.
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